SPECIALE HALLOWEEN – Le origini!

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Sabato 26 ottobre terrò un Workshop di Concept Art a tema Halloween, le Creature dell’Orrore, presso lo Spazio Agorà. 

In avvicinamento al workshop voglio approfondire un po’ il tema Halloween. Diciamo che è un pretesto per chiacchierare di una cosa che adoro: la mitologia!

Ormai è diffusa l’informazione che Halloween, benché sia la festa della vigilia di Ognissanti secondo la tradizione cristiana anglosassone, affondi le sue origini nel paganesimo. Infatti, la Chiesa Cattolica delle origini ebbe il suo bel da fare a sradicare le tradizioni pagane dalla cultura popolare. Non riuscivano a convincere i contadini che tutto quello in cui avevano creduto per tutta la vita i loro avi e loro stessi fossero fandonie. Così decisero di cambiare strategia: si inventarono una sequela di feste in tutto simili a quelle pagane ma dedicandole a santi o tematiche del dogma cristiano. Halloween è nata così (come Natale, Carnevale e Pasqua, ma di questo magari parliamo un’altra volta! 😀 )

Le origini pagane di Halloween sono antiche e incerte.

Alcuni storici hanno collegato la festa alla ricorrenza celtica di Samhain, la festa di “fine dell’estate”. A conferma del collegamento c’è anche il fatto che secondo il calendario celtico in uso in Britannia e Gallia settentrionale oltre 2000 anni fa, l’anno nuovo iniziasse nel periodo equivalente al 31 ottobre. Altri storici hanno rintracciato origini più recenti, attribuendo ad Halloween una derivazione dalla festa romana dedicata a Pomona, dea dei frutti e dei semi, o dei Lemuria, la festa dei morti (che però si celebrava il 9, 11 e 13 maggio). Visto che i celti erano diffusi in tutta Europa, fin’anche alla Turchia, e che i romani li hanno soggiogati (e hanno conquistato sia Europa che Turchia), non mi stupirebbe che Halloween possa avere attinto un po’ da entrambe le culture.
Nell’840 papa Gregorio IV istituì ufficialmente la festa di Ognissanti il 1° novembre, probabilmente per sostituire Samhain e tutte le tradizioni popolari ad essa collegate.
Quando giunse il protestantesimo, la tradizione di Ognissanti fu interrotta (siccome era una festa Cattolica, quindi della concorrenza!), ma Halloween continuò ad essere festeggiata come festività laica, diventando una ricorrenza di costume, e con il tempo è diventata una delle più importanti feste americane.

Non è molto chiaro come la festa si sia affermata nella sua forma attuale, infatti se consideriamo l’origine celtica come la più probabile, Samhain era una festa legata all’agricoltura e ai cicli stagionali, in cui la morte e i defunti non c’entravano nulla. La tradizione che lega Halloween ai morti è perlopiù anglosassone e si è sviluppata successivamente. Una delle primissime opere su Halloween, in cui appaiono alcuni dei simboli che oggi ci sono noti, risale al poeta scozzese John Mayne, che nel 1780 annotò sia gli scherzi di Halloween (nell’opera What fearfu’ pranks ensue!) sia quanto di sopranaturale era associato con quella notte (in Bogies, trad. “Fantasmi”). Non mancano in queste descrizioni elementi collegati alla tradizione contadina e all’autunno, come le zucche e gli spaventapasseri. Dopodiché il simbolismo di Halloween ha attinto a piene mani dalla letteratura gotica e dell’orrore. Romanzi come Frankenstein, Dracula e Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr.Hide hanno fornito la base, che si è poi arricchita con l’avvento del cinema, con i classici dell’orrore Frankenstein, la mummia, l’esorcista, Shining, etc.

La tradizione più antica connessa ad Halloween è senza dubbio quella dell’intaglio delle zucche. La zucca di Halloween, che nei paesi anglofoni viene chiamata col nome di “Jack-o’-lantern”, è uno degli oggetti e simboli principali della festività del 31 ottobre. L’intaglio delle zucche in volti spaventosi per farne delle lanterne (originariamente pare si usassero le rape) si dice servisse a guidare in Paradiso le anime bloccate nel Purgatorio.

Anche in Italia abbiamo tradizioni simili. Ne cito solo tre perché quasi ogni regione, quando non le singole città, ha una propria usanza che ricorda Halloween.

  • In Calabria, a Serra San Bruno, c’è il “Coccalu di muortu“, secondo la quale i ragazzini intagliano una zucca riproducendo un teschio e girano per le vie della città tenendo in mano la loro creazione bussando alle porte delle case o avvicinando i passanti dicendo “Me lo pagate il teschio?”.
  • In Sardegna e Corsica (lo so che la Corsica non è italiana, ma dovrebbe! 😛 ) c’è la tradizione di Is Anibeddas o Is Panixeddas, che prevede che i bambini, il primo novembre, si rechino di casa in casa per chiedere regali in favore delle anime dei morti.
  • Anche in Friuli e Veneto c’è la tradizione di intagliare zucche a forma di teschio e la credenza che nella notte dei morti questi potessero uscire dalle tombe, muoversi in processione, circuire i bambini e che gli animali nelle stalle potessero parlare. In Friuli c’era anche una versione nostrana di “dolcetto o scherzetto”, anche se applicata al Natale e a Carnevale.

Insomma, dietro lo stuolo di bambini e gente mascherata da mostri e fantasmi che vediamo ormai tutti gli anni anche in Italia c’è molto più di una semplice festa consumistica. C’è anche molto più di quanto io abbia scritto in questo breve articolo, sia perché non conosco approfonditamente la materia e mi sono dovuto informare rapidamente, sia perché dietro ogni manifestazione umana c’è una torma di studiosi esperti delle discipline più svariate che indaga, scoprendo le cose più assurde ognuna delle quali necessiterebbe di un libro. La sola cultura popolare italiana è di una vastità e complessità immensa e purtroppo si sta perdendo insieme ai nostri nonni e bisnonni, ultimi depositari di saperi popolari e tradizioni che definire affascinanti è poco!
Personalmente trovo meraviglioso vedere come si costruisca nel tempo la cultura, come le circostanze storico-sociali e la fantasia umana la plasmino e riplasmino continuamente. La cultura umana è come un dipinto in costante lavorazione, ogni generazione dà il suo strato di pittura e quel che ne risulta è un guazzabuglio multiforme e multicolore, ma colmo di profondità e fascino. Ci sono generazioni come la nostra che vorrebbero cancellare, ignorare o dimenticare ciò che è stato fin’ora, ma alla fine non è possibile e possiamo solo dare la nostra mano di colore, sapendo che dopo di noi qualcun’altro ci sovrapporrà la sua e il dipinto andrà avanti… Lo trovo pazzesco e bellissimo!

Comunque sia, questo articolo è una mini-introduzione all’argomento del mio prossimo Workshop, durante il quale impareremo a progettare e disegnare il nostro mostro di Halloween e approfondiremo anche la simbologia dietro le creature dell’immaginario horror. Il Vampiro, il Fantasma, lo Zombi, Frankenstein, il Lupo Mannaro, ciascuno di loro esercita su di noi fascino e timore perché parla al nostro inconscio. Durante il workshop li approfondiremo tutti e mi impegnerò a scrivere almeno un paio di post su uno di questi personaggi simbolo prima del 26 ottobre!

Spero che l’articolo ti sia piaciuto. Come l’articolo su Joker è il primo della categoria Recensioni, questo vuole essere il primo della categoria Cultura, che userò come contenitore di post su temi culturali che amo come l’arte, la mitologia, la filosofia e altre cose da secchione! I buoni propositi li ho, come sempre li voglio mantenere,ma non prometto nulla se non che mi ci impegnerò, se senza giorni di pubblicazione precisi! 🙂

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Al prossimo post!

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