Sanguine vol. 1 – presentazione del fumetto

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Visto che nel 2020 è stato impossibile presentare Sanguine come si deve, ci si adatta finché non ricominciano le Fiere.
Sanguine è nato dall’immaginazione e dalla penna di Igor Della Libera che poi, in cerca di qualcuno che adattasse il suo romanzo al media fumettistico, ha incontrato me!
Tutto ciò accadde circa 3 anni fa, probabilmente qualcosa in più. Allora non immaginavo che ne sarebbe nato un sodalizio creativo meraviglioso.

Sanguine è cambiato molto dal progetto iniziale, un po’ perché in cerca di editori, il formato del volume e il numero di pagine cambiavano, e un po’ perché ci abbiamo lavorato moltissimo perfezionando la trama, al punto da creare un vero e proprio universo narrativo. Ne sentirete parlare nei prossimi anni, spero!

Sanguine ha trovato casa presso Tora Edizioni e grazie a loro abbiamo pubblicato il primo volume a novembre 2020.

Ma che cos’è Sanguine? Di che parla?

A livello di trama, è la storia di Abigail Bell, una ragazza di 17 anni che frequenta la Washington High School di Sioux Falls, South Dakota. La sua vita è perfettamente normale, tranne per il fatto che ha un potere speciale. Contrariamente a molte eroine dei fumetti, lei non scopre improvvisamente il suo potere ma ne è conscia fin dall’infanzia. Sanguine, infatti, è il nome della sua stirpe, caratterizzata dal tramandarsi il talento del dominio del sangue. Questa capacità salta una generazione, quindi Norman Bell, il padre di Abigail, non ne è dotato benché in quanto Sanguine sia comunque un individuo fuori dal comune. La vita di Abi scorre perlopiù monotona, tra casa e scuola, di tanto in tanto passa del “tempo di qualità” con mamma e papà, il che con Norman talvolta è caratterizzato da studi esoterici e riti di sangue! Sam Brandon è il migliore amico di Abi, l’unico al di fuori della famiglia a conoscere il suo potere. Lui tenta costantemente di trasformarla in una supereroina, come quelle di cui legge nei fumetti.
Ma un giorno qualcosa cambia. L’equilibrio che Abi ha conseguito tra la sua natura speciale e quella ordinaria si spezza. I suoi poteri diventano imprevedibili, nemici creduti scomparsi sembrano tornare e misteriose visioni sconvolgono la sua speciale normalità.

Questa piccola intro alla trama però non esaurisce ciò che è Sanguine.

Fin dalla prima lettura del romanzo inedito, ho visto il potenziale di questa storia.

La storia di Abigail è fondamentalmente un passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Si tratta di un momento che non è soltanto anagrafico, ma soprattutto psicologico.
L’adolescenza è quel periodo in cui tutto è ancora un potenziale, è il momento dell’esplorazione dei propri “poteri”, alla ricerca di chi siamo o meglio, di chi vorremmo essere. Per molti questo passaggio all’età adulta arriva molto lentamente, per altri non si realizza nemmeno.
Per Abigail tutto questo significa comprendere più in profondità la vera natura del suo potere, le radici della sua stirpe e mettersi alla prova in modi che non avrebbe mai immaginato, né desiderato. Lei ha paura e ne ha motivo. Il potere che ha sempre avuto sotto controllo di colpo sembra avere vita propria, si rivela essere molto più forte di quel che pensava e ciò che credeva di sapere viene messo in discussione. Quando si cresce e si acquista consapevolezza si ha sempre paura. Eppure, siamo ciò che siamo, se non prendiamo in mano la nostra vita, lo farà qualcun’altro.

Ed anche questo è un tema che ho visto in Sanguine. Il potere di Abi è suo, ma fa gola anche ad altri. E qui mi fermo per evitare spoiler!

Sanguine è la storia di Abigail, ma non solo sua. Io e Igor abbiamo cercato di dare ad ogni personaggio un suo percorso, uno sviluppo coerente attraverso le relazioni reciproche. Ci siamo molto concentrati sulle relazioni tra i vari personaggi, cercando di renderle verosimili. Il rapporto di Abigail con Sam, coi suoi genitori, con i compagni di scuola, con sé stessa, ma anche tra i vari personaggi secondari. Le vicende di Abi riverberano intorno lei e sconvolgono non soltanto lei, ma tutto il suo mondo. 

Insomma, Sanguine non è solo un teen drama urban fantasy, ma un vero Viaggio dell’Eroe in cui spero in molti possano riconoscersi.
Sono convinto che le storie debbano avere un significato profondo, debbano stimolare delle riflessioni e non soltanto intrattenere. L’azione e l’ironia sono importanti (e ci sono in Sanguine), ma tutto va inserito in un quadro d’insieme che deve emozionare e comunicare qualcosa.
Questo almeno era l’obiettivo mio e di Igor.

A proposito, fin qui ho parlato solo io. Qui sotto vi allego un breve testo in cui sarà proprio Igor a raccontare qualcosa su Sanguine.
Siccome io e lui siamo come lo Yin e lo Yang, la sua versione completerà il quadro.


Eric ha già detto tanto ma per entrare nello specifico della creazione dei personaggi utilizzo una serie di domande che mi hanno fatto per capire meglio la genesi e poi l’evoluzione di Abi e company.

 

Da dove nasce Sanguine?
Sanguine è un’idea che mi frullava in testa da un po’ e parte dal desiderio di rivedere certi luoghi comuni del genere narrativo fantastico, come quello del protagonista prescelto che non sa di esserlo, ma è costretto a diventarlo. Non è stato facile immaginare qualcosa che non prevedesse (almeno inizialmente ) una minaccia e che mostrasse una persona speciale non prigioniera della normalità della vita di tutti i giorni ( nel caso di Abigail quella casalinga e scolastica ), ma che la vivesse conscia di quello che è, della sua origine e dei suoi poteri. Tutto questo mondo “inverso” rispetto ai canoni, con dei secchioni palestrati e della ragazze popolari antipaticamente simpatiche, con un inizio dell’avventura che parte da quella che è solitamente la fine ossia l’avvenuta sconfitta della minaccia e del nemico, è stato possibile grazie all’incontro con Eric. Oltre che la parte grafica, lo studio dei personaggi etc, ci siamo trovati perfettamente in sintonia. Eric ha partecipato attivamente alla costruzione del mondo di Sanguine e alla sua evoluzione, e non solo di quel mondo narrativo.
Abigail ha, lo so la cosa suona un po’ inquietante, due padri oppure un padre e lo zio Eric. Abigail nel primo volume si troverà all’inizio di un percorso che non vede come tale fino a quando qualcosa non succede perché anche in Sanguine non si sfugge alla calma prima della tempesta.

 

Perché Abigail ha un potere così organico come il controllo sul sangue (suo e altrui ) e che può suonare un po’ diciamo truce?

L’idea era di trovare una facoltà che contrastasse con quelle classiche legate a magie luccicanti o a portali per mondi meravigliosi. Il sangue poi è una connessione con la sua stirpe, i Sanguine appunto, ed è un potere che va controllato, affinato perché se, libero da freni, può essere distruttivo in modo molto diretto. E’ un potere che offre ad Abigail, man mano che decide di esplorarlo per necessità e di non limitarsi ai discorsi del padre, una gamma di azioni che Eric ha reso molto bene graficamente e anche una serie di situazioni in cui ammetto mi sono divertito con quello che non sarebbe lecito aspettarsi da parte di una ragazzina.

In che personaggio ti identifichi?
Di solito uno dovrebbe dire la protagonista. Quando uno scrive mette un po’ di sé in tutti i personaggi o almeno io la vedo così. La quota maggiore è in Annette, la capo cheerleader e un personaggio che da comprimario (o almeno così doveva essere ) è diventato uno di quelli che in gergo si scrive da solo. Ha preso sempre più vita e rappresenta un po’ il mio modo di vedere e anche criticare certi aspetti di questo mondo social. Mi rendo conto di averla resa un po’ troppo “simpatica” ma ogni autore finisce per avere un debole per una delle sue creature. In Sam l’amico d’infanzia di Abi e che conosce il suo grande segreto c’è la mia passione per il mondo dei fumetti americani di super eroi e per tutto quello che negli ultimi anni ci gira intorno a partire dai film. Diciamo che in questo campo nerd la realtà supera ogni fantasia, o meglio parodia, e c’è la terza guerra mondiale tra vari fandom. Sam ha la mia visione e passione, ma senza finire per entrare in una curva anche se come in tutte le cose uno ha più sensibilità per un genere o un personaggio rispetto ad un altro. L’ironia (auto e non) che attraversa tutti i personaggi citati mi è propria ed è la chiave per giocare con i luoghi comuni dentro e fuori le pagine di un fumetto. Anche la madre di Sam ha un qualcosa di “mio” come una certa ritrosia alle mode salutiste e al misticismo da discount. Infine in tutte le scene del giornalino scolastico, anche se attività di una scuola pubblica americana ( la miniserie di graphic novel è ambientata a Sioux Falls ), ci sono le esperienze personali nelle redazioni da quella del giornalino scolastico del liceo, dove ero mio malgrado un po’ il Duncan della situazione, alle esperienze in giornali veri.

Cose future?
Senza andare troppo in là ma limitandosi al secondo volume, ci saranno nuovi personaggi e scopriremo molto di più sulla “coscienza” di Abi e sulle minacce anche grazie ad una spiegazione in chiave Sanguine di certi fatti della storia dell’uomo. Lavorando con Eric, unendo i nostri ingegni ti accorgi come la storia pur rimanendo nel suo solido percorso può trovare altre strade. Abbiamo chiaro lo svolgimento ma sicuramente da qui alla “fine” ci saranno sorprese e cambiamenti perché un mondo come quello di Sanguine è in trasformazione, fluido come il flusso sanguigno.

(Igor Della Libera)


Spero che il post abbia presentato degnamente il “progetto Sanguine”.

Per acquistare Sanguine e cominciare il viaggio nel mondo di Abigail, clicca qui.

Qui puoi trovare un’anteprima del volume 1.

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Eric De Paoli
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Illustratore e Fumettista

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