Perché fare un lavoro creativo oggi?

con 2 commenti

Sono sicuro che ce lo chiediamo tutti di tanto in tanto: perché fare un lavoro creativo, vista la difficoltà che comporta?

L’ispirazione per questo articolo arriva dai commenti e risposte che ho ricevuto al post di settimana scorsa. Ho riflettuto su cos’è che spinge me e tanti altri a percorrere la strada accidentata della creatività. Credo che la risposta risieda nei pensieri che giorno dopo giorno, tra gli alti e bassi, formuliamo. Ognuno di noi si racconta le proprie storie, dalle quali trova motivazione. L’arte non ha ragione, se non quella che scaturisce da ognuno di noi. Non si può generalizzare.

Da parte mia posso solo raccontare le mie storie, quelle che mi danno il “perché” che mi serve per continuare. E’ un buon esercizio di tanto in tanto ricordarsi il motivo per cui facciamo ciò che facciamo.

Il motivo principale è che lo desidero con tutto il cuore, e giunto ai 30 anni sento di non avere più scelta, né scusanti. Probabilmente non ne mai avute. E’ dall’infanzia che disegno, ho frequentato solo scuole inerenti all’arte, ho utilizzato l’arte come mezzo per esprimermi, come gioco, passatempo e talvolta anche come strumento per socializzare! (mi è capitato a volte di trovarmi circondato da estranei con cui dovevo interagire, e mettermi a disegnare, attirando così l’attenzione è stato il rompighiaccio della disperazione!) Insomma, quando qualcosa fa così parte di te è un buon indizio sul fatto che dovrebbe essere la tua attività principale, quella che ti dà da mangiare! Non vorrei usare la parola “destino”… [e invece la uso! 😀 ]

Ieri sera ho finito di leggere il libro “Scrivere Zen”, di Natalie Goldman. Nel penultimo capitolo c’è scritto questo:

Quando a guardare un capolavoro è un artista, invece, questi sente lo stimolo impellente a crearne un altro. L’artista trasuda vitalità come la persona spirituale trasuda pace.

Appena l’ho letto ho subito fatto una catena di associazioni mentali su di me e il mio vissuto. La sensazione che descrive è qualcosa che mi è molto famigliare. Ogni volta che guardo un’opera d’arte la osservo per capire com’è fatta, perché non mi sto tanto beando dell’opera in sé, non è solo il risultato finale che ho davanti a interessarmi, ma come l’artista lo ha raggiunto! Perché voglio farlo anch’io!! Dei miei artisti preferiti non amo solo il risultato finale del loro lavoro, ma soprattutto il processo mentale e tecnico che gli ha permesso di realizzarlo. Sono convinto che chiunque con l’esercizio possa diventare un buon disegnatore, pittore, etc. Ma la differenza tra chi è un buon “artigiano” e chi è “artista” sta nel bisogno interiore di creare, in quell’energia incontenibile che prima o poi, anche se repressa, si ripresenta sempre.

E questo è un altro motivo per cui fare un lavoro creativo: la necessità interiore. Abbiamo tutti bisogno di esprimerci e ciascuno sceglie il suo mezzo per farlo. Chi sceglie l’arte deve tutelarsi maggiormente. L’arte implica esprimersi, implica l’esporsi al giudizio, e questa società ci ha insegnato fin troppo bene quanto sa giudicare duramente. Le batoste quotidiane che subiamo ci portano a dubitare di noi stessi, a disperdere le nostre migliori energie in progetti che non ci convincono o in lavori che detestiamo. Dobbiamo stare molto attenti. Dobbiamo sapere che il nostro lavoro sarà giudicato severamente, a volte crudelmente. Dovremmo per questo smettere? L’artista per sopravvivere deve imparare a combattere, oggi più che mai in una società fuori di testa come la nostra.

Un altro motivo per cui fare un lavoro creativo è che oggi è tecnicamente più semplice. Se abbiamo delle reali competenze, bastano un cellulare e una connessione a internet per avere accesso a tutti i mezzi di promozione, valorizzazione e contatto professionali di cui abbiamo bisogno, spesso gratis o quasi. Si tratta di acquisire le competenze che ci servono. Ci sono decine di creativi che lavorano molto bene e che pubblicano video, immagini e articoli, che trovano contatti di lavoro grazie al web. Se ce la fanno loro, perché noi no? Questo è un po’ lo spirito con cui ho fatto questo sito, scrivo questo blog e partecipo ai social. Al di là del fatto che mi piace mostrare il mio lavoro e ricevere commenti (un po’ di narcisismo non guasta) credo anche che sia la strada professionale giusta! Consiglio la lettura del libro “Personal Branding” di Luigi Centenaro e Tommaso Sorchiotti, della Hoepli. L’ho trovato molto utile.

Un altro motivo ancora è che il mondo ha bisogno di bravi artisti. Perché videogiochi come Dark Souls, Skyrim, The Witcher, oppure film come Star Wars, Avatar o Lo Hobbit hanno avuto così tanto successo? Perché le produzioni hanno investito sulla qualità in tutti gli aspetti, soprattutto sul piano estetico. Dietro il design delle astronavi di Star Wars, dei Na’Vi e del drago Smaug ci sono decine di concept artist geniali e competenti, così come dietro Anor Londo e tutte le armature, armi e mostri di Dark Souls. In produzioni del genere tutte le arti sono fondamentali, ma soprattutto le arti visive. Il motivo è semplice: perché sono il “pacchetto”, la superficie splendente e accattivante che contiene storie, musiche ed esperienze speciali. Anche un fumetto può avere la storia più bella e i dialoghi più spettacolari, ma se è disegnato da un cialtrone nessuno lo vorrà leggere! Al mondo piace la qualità, la qualità premia. Essere creativi di qualità e promuoversi bene premia. Io ne sono convinto. Dobbiamo essere consapevoli delle nostre capacità e dei campi di miglioramento, investire in ciò che sappiamo fare meglio e colmare le nostre lacune. E’ un processo, non si arriva mai, bisogna continuare a migliorare. Non saremo mai perfetti in assoluto, ma saremo sempre perfetti per qualcosa!

La creazione di immagini ha da sempre a che fare con la narrazione. In tutte le sue forme, le storie hanno bisogno di una veste e quella veste gliela dà l’arte. Se l’arte è ben fatta, da creativi che amano e sanno ciò che fanno, allora anche una piccola storia può diventare grande, e una storia grande più diventare epica!

Spero che l’articolo vi sia piaciuto!
Quali sono i vostri perché? Se siete creativi, cosa vi spinge? Se vorreste iniziare a coltivare la vostra creatività, perché lo desiderate?

Raccontatelo nei commenti!

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2 Responses

  1. Avatar
    Riccardo Moretti
    | Rispondi

    Articolo ricco di spunti interessanti per aprire molte discussioni. Sorvolando sulla questione di che cosa spinga le persone a lanciarsi in un’attività creativa, nonché su che cosa possa essere definito creativo e che cosa no, c’è un passaggio del post che mi fa nascere spontanea una domanda. Scrivi che oggi per gli artisti è relativamente facile avere accesso al grande pubblico, e questo grazie a canali informatici dai costi molto bassi. Viceversa, pensi che gli artisti siano meritatamente ricompensati per il lavoro svolto ? Mi riferisco sul piano economico…

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      Eric De Paoli
      | Rispondi

      Ciao! Secondo me l’arte e in generale la creatività in Italia hanno un campo più difficile che in altri paesi, per una questione di cultura. Il lavoro creativo non è considerato pienamente. Sulla retribuzione non saprei fare un discorso in generale. Per quanto riguarda il mio vissuto ho notato che nel sistema dell’arte si tende a preferire artisti storicizzati o stranieri ampiamente quotati, è molto difficile entrare in quel giro e non è esattamente il talento o il valore della ricerca artistica che premia. Al di fuori del sistema invece un artista è costretto a svalutare il suo lavoro in modo assurdo, anche poco dignitoso secondo me. Per quanto riguarda il lavoro creativo posso dirti che da freelance decido io quanto “costo” e poi eventualmente si può trattare. Da parte mia cerco di essere accessibile ma senza svalutarmi e fin’ora ho trovato interlocutori che comprendevano il valore del lavoro che faccio. In effetti creare immagini è uno dei lavori più importanti di questo momento storico.

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