Lavoro Creativo: Mai svendersi, difendiamoci dai cialtroni!

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Scrivo questo articolo sull’onda emotiva. Ieri sera ho postato sulla mia pagina facebook un po’ di immagini, e poco dopo ho ricevuto un messaggio da uno che mi chiedeva “quanto vuoi per un disegno?”. Dalla conversazione che ne è seguita mi è venuta l’ispirazione per questo post.

Vi pubblico la conversazione:

conversazione

Io la trovo emblematica.

Sono certo di non essere il solo ad essere contattato da questi personaggi di tanto in tanto. Da ora in poi li definirò “cialtroni”, perché è questo che sono. Persone che hanno una visione distorta delle cose, che hanno progetti vaghi e soprattutto non rispettano il lavoro degli altri. Spesso sono privati, ma a volte anche aziende, editori etc. Pensano che il lavoro creativo sia come un gioco, non un vero lavoro, non lo rispettano e quindi si aspettano che noi lavoriamo gratis o per pochi spiccioli. Però pretendono la qualità e magari fanno anche gli schizzinosi quando gli presenti un lavoro.

Loro sono il Lato Oscuro! Molti giovani creativi sono stati sedotti dal Lato Oscuro e, tentati dalla prospettiva del “così ti fai conoscere”, “così inizi a lavorare”, “avrai un’ampio pubblico per i tuoi lavori”, hanno accettato di lavorare per questa gente a condizioni non dignitose, alimentando così la convinzione che lavorare nel campo della creatività non paghi, che sia una perdita di tempo, etc.

In questo post vi racconto le mie riflessioni a riguardo e come io provo a difendermi da questi tizi. Inoltre mi piacerebbe che noi creativi acquisissimo una sorta di “coscienza di classe”, rendendoci conto nel profondo che siamo VERI professionisti e che il mondo ha assoluto bisogno di noi. Non ci vuole Sherlock Holmes per capire che è così, guardiamoci intorno e vedremo migliaia di immagini, realizzate da creativi esattamente come noi. Noi siamo fondamentali per il mondo, e siccome sappiamo fare il nostro lavoro, chi vuole i nostri servizi deve darci un compenso congruo!

Chi vuole i nostri servizi deve darci un compenso congruo

Uno degli scogli che ho sempre avuto è stabilire il costo del mio lavoro. Non è facile dare un valore economico a ciò che amiamo fare e non sempre a scuola ci vengono date indicazioni su come farlo. Io ho risolto così:

  • mi faccio pagare a ore
  • in base ai lavori che devo fare suddivido il preventivo in sezioni (esempio: Ideazione e Progettazione N Character Design, Realizzazione N Character Design), per ciascuna sezione calcolo il tempo che mi serve e il compenso.
  • metto sempre il costo Materiali, perché anche se non dobbiamo ogni volta comprare da zero il materiale, nel tempo dovremo ricomprarlo e questo copre le spese.
  • Indico eventuali rimborsi spese, a parte rispetto al compenso.

Per quanto riguarda il compenso orario, io direi che dovrebbe tener conto della Formazione che abbiamo ricevuto (quanti anni ho studiato e dove?), Esperienza maturata nel lavoro (quanti lavori ho già fatto?), Creatività personale (la creatività è uno specifico modo di pensare, vedere, immaginare ed è molto prezioso, ecco perché serviamo) e Buon Senso. Infatti, quando parlo di compenso congruo intendo qualcosa che sia giusto, Proporzionato alla mia storia professionale, ma anche Sostenibile, cioè che mi consenta di provvedere alle mie spese o quantomeno raggiungere i miei obiettivi a breve termine. Per stabilirlo mettetevi nei panni di un vostro potenziale datore di lavoro, immedesimatevi e poi sparatevi una cifra. Voi la paghereste? Quando vi sentireste a vostro agio nel pagarvi, allora avete trovato il vostro prezzo, ma siate oggettivi.

Una volta stabilito quanto costiamo, non abbassiamo più quella cifra. Semmai la alziamo col tempo, man mano che facciamo esperienza e perfezioniamo la nostra formazione. Questa è una posizione importante che secondo me dobbiamo mantenere, perché ne va della nostra dignità professionale e delle nostre speranze di vivere del nostro lavoro creativo. Mantenendoci fermi sulla nostra cifra faremo già una scrematura di potenziali cialtroni, perché saputo il compenso se ne andranno come quello che mi ha scritto. So bene che desideriamo tutti lavorare, che ogni volta che qualcuno ci apprezza e ci propone qualcosa vorremmo dire di sì, ma non a costo della nostra dignità.

Possiamo riservarci di fare sconti a chi vogliamo, ma che abbiano uno scopo, ad esempio se pensate che il vostro committente possa darvi altri lavori in futuro o possa mettere una buona parola per voi, magari uno sconticino per entrare in buon rapporto glielo fate. Ma ci deve essere un motivo, e soprattutto penso che se lo debba meritare. Dobbiamo entrare nell’ottica che si, noi abbiamo bisogno di lavorare, ma anche i nostri potenziali committenti hanno bisogno di noi, di ciò che solo noi possiamo fare per loro.

Come capire quando il potenziale committente merita il nostro tempo?

Sto iniziando a capire le varie modalità di approccio delle persone poco serie. Ho una serie di segnali d’allarme che appena si presentano iniziano a farmi dubitare.

  • ti chiedono “quanto vuoi per un disegno”
  • non entrano nel merito del loro progetto e se lo fanno, rimangono molto vaghi (avranno paura che gli rubiamo la loro grande idea rivoluzionaria……… )
  • ti trattano in modo sbrigativo, a volte brusco, spesso maleducato
  • tentano di venderti il lavoro, invece di selezionarvi (“la nostra azienda è la migliore, questo è un progetto rivoluzionario, dovresti sentirti onorato a farne parte….”)
  • tendono ad essere eccessivamente informali, cose come accordi, contratti, lettere d’incarico, burocrazia, bonifici, sono cose troppo “out”
  • ti dipingono prospettive di guadagno eccessivamente rosee, oppure premettono subito che non ti pagheranno, o pagheranno poco, ma le prospettive di carriera/visibilità/blablabla sono entusiasmanti!

Quando si presenta qualcuno che fa anche una sola di queste cose, mi metto in guardia.

Penso che un buon committente debba avere alcune caratteristiche, almeno questo è ciò che cerco io:

  • cordialità, educazione, rispetto (al di là dei salamelecchi, mi aspetto che chi ho di fronte mi tratti da professionista)
  • precisione nella descrizione del lavoro (se vuoi un preventivo devi dirmi precisamente cosa vuoi e anche la destinazione del mio lavoro, perché altrimenti come faccio a farti un prezzo congruo?)
  • non hanno fretta, ti lasciano tempo per elaborare il preventivo (il fatto che ti si chieda di dare un prezzo al volo è indice non solo di poca serietà, ma anche di mancanza di rispetto. Vai da un idraulico a dirgli “fammi un prezzo veloce”, vedi come quanto velocemente ti tira la chiave inglese sul cranio!)
  • Non sono spaventati da accordi scritti, metodi di pagamento e burocrazia, anzi o si aspettano che tu proponga loro un accordo o sono loro a proportelo.
Fin’ora ne ho trovato uno così! Però se ce n’è uno ce ne saranno anche due, tre, e così via! Bisogna allenare la pazienza.

Noi che facciamo un lavoro creativo siamo professionisti qualificati.

Un idraulico magari ti fa uno sconto ma non ti abbassa il prezzo. Perché è un professionista e sa bene che il suo lavoro non solo è necessario e utile, ma ha un valore. Noi dobbiamo essere come l’idraulico, consapevoli della nostra utilità, del nostro essere necessari e che ciò che facciamo ha un valore economico, oltre a tutto il resto. Siamo professionisti in un lavoro creativo, tanto utile quanto quello dei servizi essenziali. Abbiamo una dignità professionale da difendere. Se chiedo poco, è come se dessi io stesso poco valore al mio lavoro creativo, di conseguenza rischio di proporzionare la mia qualità al prezzo richiesto. Perché dovrei sbattermi e impegnarmi al 100% se prendo due spiccioli o addirittura lavoro gratis? Meglio chiedere il giusto e fornire una prestazione di massima qualità.

Siccome mi piace l’esempio dell’idraulico, continuo a usarlo! 😀 Quando ci si rompe un tubo vediamo benissimo che se il prezzo è basso anche la qualità del servizio sarà molto bassa. Per noi è lo stesso e lo devono capire anche i committenti. Soprattutto per chi inizia, se devi lavorare gratis o quasi, tanto vale che disegni per i fatti tuoi e investi il tuo tempo e il 100% della tua qualità in promozione sui social, sul tuo sito e altri canali. Premia molto di più in visibilità di quanto non possa farlo un lavoro-gratis-“così-ti-fai-conoscere”. No! Non ti fai conoscere così! Ti fai solo prendere per il culo!
Inoltre nessun datore di lavoro serio ti chiederebbe mai di lavorare gratis, sanno benissimo che se tu vieni pagato bene lavori bene, lui avrà un buon lavoro e tu un buon compenso, sarete tutti contenti e si potrà collaborare di nuovo. Chi ti chiede di lavorare gratis o per pochi spiccioli ti vuole sfruttare, e lo sfruttamento non piace a nessuno se non a chi lo attua. Ma non paga e lo vediamo in tutti i campi. La gente si stufa.
Noi creativi non abbiamo il diritto di essere disperati, né ce lo meritiamo. Ci dobbiamo sbattere più degli altri, ma se cediamo alla tentazione di concedere il nostro talento a chi non lo apprezza, ci rimettiamo noi per primi, perché così non potremo mai farne una professione.
Dobbiamo imparare a essere selettivi, avere una nostra coscienza professionale. Non siamo dei perdigiorno, siamo creativi. Abbiamo una professionalità varia e complessa, soprattutto non standard. Ognuno di noi mette sé stesso nel suo lavoro, il suo tratto è unico. Questo vale tantissimo, forse non è nemmeno quantificabile in denaro. E’ un valore umano, personale, culturale. Per questo non dobbiamo mai svalutare il nostro mestiere, darci il giusto prezzo, magari concorrenziale, ma che sia congruo!

Spero che l’articolo vi sia piaciuto!
Se avete esperienze come quella che ho descritto all’inizio dell’articolo, condividetela nei commenti! 🙂
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2 Responses

  1. Avatar
    Riccardo Moretti
    | Rispondi

    Purtroppo di cialtroni come quello in cui ti sei imbattuto l’altra sera ne è pieno il mondo, e a risentirne non è solamente il mercato del lavoro creativo.

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