Lavoro Creativo: l’importanza dei Progetti Creativi Personali

con 6 commenti

In questo articolo rifletto su quanto sia importante coltivare progetti creativi personali. Il motivo che ci spinge a voler fare un lavoro creativo è proprio perché sentiamo l’impulso a creare, a esprimerci, a lasciare un nostro segno con l’arte.

Nel confrontarci col mondo del lavoro ci troviamo però a fare i conti con il mercato, che è un interlocutore con progetti un po’ diversi. Al mercato non interessa molto ciò che abbiamo da dire, ha le sue esigenze basate sulle vendite e su ciò che statisticamente il pubblico preferisce. Il mercato è intransigente, ma per fortuna è anche molto vario. Se riusciamo a identificare il mercato in cui inserirci, quello più in linea con le nostre inclinazioni, allora troveremo la nostra strada professionale come creativi.
Sviluppare progetti creativi personali, anche semplici e composti da poche tavole, ci aiuta in questo processo. I progetti creativi permettono a editori e committenti di valutarci meglio, soprattutto per chi come me non ha ancora pubblicato nulla. Ci aiutano a sviluppare lo stile e mostrare la nostra personalità.
Le domande/scoglio contro cui sbatto più spesso sono:
– A quali progetti dare la precedenza?
– Se scelgo un solo mercato (ad esempio lavoro solo su soggetti fantasy, o solo illustrazione per bambini, etc.) non limiterò le mie possibilità di trovare lavoro?
– Come posso essere sicuro che il mio progetto creativo abbia valore?
Come spesso faccio, userò questo articolo per auto-rispondermi e aggirare i miei scogli invece di schiantarmici contro!

Imbrigliare la creatività in progetti creativi definiti

Io ho una mente iperattiva: quando vedo un’opera che mi piace, leggo qualcosa che mi interessa o in generale mi sento stimolato, la mia creatività si accende e cominciano a piovere idee. Piovono letteralmente. La cosa non è un male, se non quando le idee creative sono troppe o completamente irrealizzabili. Tra le idee più alla portata ci sono quelle riguardanti l’illustrazione, possibili progetti creativi da sviluppare. Ad esempio, a S. Valentino ho fatto un regalo artistico alla mia ragazza: le ho fatto un ritratto con le sembianze di una shield-maiden vichinga. Mentre ci lavoravo, la mia mente vagava e più il disegno si definiva, più il ritratto della mia ragazza diventava il personaggio di una storia. Hanno iniziato a formarsi immagini di tavole di fumetto, una storia fantasy-vichinga in cui la protagonista era la guerriera dai capelli rossi che stavo disegnando. Ho sentito nascere in me la storia e mentre lavoravo già la mia mente sperimentava soluzioni per semplificare il mio stile e renderlo più adatto a un fumetto del genere. Quando mi succede così, cioè quasi ogni volta che disegno, provo un enorme piacere, un gusto intellettuale ed emotivo, il godimento del creare e dell’immaginare.
Ad un certo punto però deve intervenire la ragione. Quanti progetti sono nati in questo stesso modo e non ho mai concretizzato? Quanti vorrei davvero concretizzare? Quali sono più utili in questo momento?
Dopo l’idillio della creazione viene il momento in cui bisogna riflettere e mettere ordine ai pensieri, organizzare e stabilire le priorità. Non si tratta per forza di abbandonare un progetto, ma di stabilire quali sono i più urgenti. Questo particolare progetto vorrei davvero realizzarlo, ma è l’ultimo parto di una lunga serie di progetti che ho da tempo intenzione di realizzare. Non si può realizzare tutto quello che ci viene in mente, almeno non contemporaneamente! Bisogna mettersi a tavolino e stabilire quali progetti creativi hanno la priorità, scegliere il più urgente, il più strategico per la nostra attività, per il mercato cui ci riferiamo, e spenderci completamente su quello.
Mi viene in mente una citazione di Qualcuno (nome generico per quando non mi ricordo dove l’ho sentita!): “Meglio iniziare e finire qualcosa in modo imperfetto, che iniziarla perfettamente e non finirla!”.
Bisogna sforzarsi di essere Concludenti, a maggior ragione con le cose cui teniamo. Senza contare che avere dei progetti creativi finiti e coerenti è molto utile anche per creare il portfolio!

Progetti creativi e mercato di riferimento

Scegliere un mercato non vuol dire limitarsi, ma piuttosto specializzarsi. Il che non significa non dover lavorare anche su soggetti diversi. A volte mi chiedo come mai ho la sensazione che scegliere una singola strada sia limitante. In realtà non lo è, semplicemente è così che funziona, non ci sono limiti, ma ci sono scelte. Se le scelte sono consapevoli e determinate dalle nostre passioni, non si tratta di un limite. Ciò che scegliamo deve farci stare bene, deve inquadrarsi nel genere di vita che desideriamo. Parlo di lavoro e progetti creativi, ma in realtà penso valga per tutto. Ognuno fa delle scelte, e quindi rinuncia a qualcosa in favore di altro, anche quando pensa di non farlo.
Per questo scegliere di specializzarci in qualcosa non solo è funzionale alla nostra professionalità, ma anche alla nostra pace mentale. Focalizzare l’obiettivo ci permette di escludere (o almeno rimandare) tutto ciò che non è funzionale, definisce in modo spontaneo la strategia da seguire e aiuta moltissimo a stabilire le priorità. Specializzarsi ci aiuta a realizzare progetti creativi in linea con il mercato che abbiamo scelto, e quindi ad inserirci nel lavoro.
Inoltre se un giorno volessimo illustrare una storia per bambini, realizzare tavole sci-fi, o di illustrazione scolastica, lo potremo fare! Le metteremo in uno o più portfolii a parte, che tireremo fuori solo a richiesta: “Io sono un illustratore fantasy, ma lavoro anche su altri temi… vede?”

Il valore dei Progetti Creativi

Questo dipende da noi e dall’impatto col pubblico. Oggi c’è internet, ci sono i social, ognuno può creare il suo sito gratis. Per testare il valore dei nostri progetti creativi è possibile metterli online, diffonderli su tutti i social, via mail ad amici e parenti, per chiedere pareri. Inoltre, anche in fase di progettazione e realizzazione i social possono essere di grande aiuto. Su Facebook faccio parte di un gruppo chiamato “Artisti Nottambuli, si posta dalle 21 alle 7”: questo gruppo è composto da ragazzi che come me lavorano o vogliono lavorare nel campo dell’illustrazione. Le opere vengono postate solo in tarda serata e di notte, ma per tutto il giorno si possono chiedere consigli, delucidazioni, iniziare dibattiti e spesso le conversazioni prendono pieghe molto profonde e interessanti! Non si parla solo di illustrazione ma anche di arte e cultura in generale.

Insomma, le scuse per non Fare sono inconsistenti. Solo nel Fare realizziamo davvero noi stessi. Solo se prendiamo la Decisione e cominciamo a lavorare ai nostri progetti creativi possiamo dargli vita e utilizzarli, altrimenti rimangono fantasie, tavole lasciate a metà, sketches sparsi, e si trasformano in tarli mentali (almeno a me succede così….).

Come disse Yoda: “Fare o Non fare, non c’è provare!”
Spero che l’articolo vi sia piaciuto!
E non dimenticate di Iscrivervi alla Newsletter e mettere un Like sulla Pagina Facebook!

6 Responses

  1. Gertrud Von Calypso
    | Rispondi

    ciao, sono una tua collega…:-) una mia amica/collega ha postato questo tuo post su fb e io l’ho condiviso sulla mia pagina.
    Quoto al 100% quello che hai scritto… è davvero dura, durissima poi fare la cernita… io da tempo fantastico circa l’idea di crearmi 6 cloni (uno per ogni giorno della settimana me compresa) oppure di farmi attaccare altre braccia tipo dea Kalì….
    In ogni caso quello che dici è fondamentale. Attualmente sto realizzando proprio un progetto personale di questo tipo legato ai pub e i locali che frequento. Tutti loro infatti hanno fatto un pò di merchandising senza per altro vendere alcuna maglia così io ho pensato: ma se il merchandising avesse una forma strutturata ed un tema strutturato? (ho fatto la grafica pubblicitaria per oltre 12 anni…e questa è deformazione professionale).

    In questo caso sto realizzando una serie di tavole dette: illustrAforismi. Questa prima collezione chiamata Imaginaria riguarda una selezione di aforismi sulla creatività e l’immaginazione.

    In realtà questa idea dell’IllustrAforisma è nata in occasione dell’aggiornamento del mio sito che consisteva nel creare pagine di presentazione dei vari servizi che offro: tutti dicono che sul web un buon post deve avere anche diverse immagini e volevo qualcosa di particolare. Da questa idea è nato tutto il resto.

    Leggere questo tuo post mi ha confermato che sono sulla strada giusta. Grazie. 🙂

    P.s. se vai sul mio sito e metti il mi piace alla mia pagina su fb rimarrai aggiornato circa un’altro progetto personale che sto sviluppando e che riguarda le città in cui viviamo e mi piacerebbe che partecipassero quanti più creativi creando dei teamwork città per città per lo sviluppo di questo progetto che ha le potenzialità per diventare un colpo grosso (sono ottimista sì)…se sei interessato…:-) a presto

    • Eric De Paoli
      | Rispondi

      Grazie! Mi fa sempre piacere quando i miei post risultano utili! Metto sicuramente il Like e darò un’occhiata al progetto! 🙂

      • Gertrud Von Calypso
        | Rispondi

        Lo sto scrivendo…e sto cominciando a creare dei prototipi… ma è in programma a breve 🙂 poi anche io sto progettando sul mio sito una serie di post più specifici sulla professione e i suoi “problemi” e le soluzioni… etc etc…

        insomma come al solito TANTISSIMA CARNE AL FUOCO che sgorga tipo lava da un vulcano sempre in eruzione: la mia mente. 🙂

        Ma a te non capita mai nei frangenti in cui piovono le idee di dire: bastaaa, non riesco a starvi dietro, aiutoooo! 😀

        A presto. 🙂

        • Eric De Paoli
          | Rispondi

          In passato, soprattutto quando andavo a Brera, mi capitava di avere problemi a dormire per le troppe idee. Non mi addormentavo finché non le appuntavo da qualche parte. Ora è molto raro, sarà l’età o l’ansia da sopravvivenza! 😀
          Bisogna riuscire a dare sempre spazio alla creatività, nonostante le “forze avverse”, sia quelle esteriori che interiori!!

          • Gertrud Von Calypso
            |

            eh…guarda, ho una cognizione di causa circa le conseguenze di questa mancata libertà che ancora brucia e questo bruciore è alla base della mia determinazione di non trovarmi mai più in quelle condizioni.

            Sono rimasta paralizzata creativamente per diverso tempo (una lenta agonia durata sei anni) ed è stato veramente difficile rialzarmi: perchè tra queste conseguenze ho avuto brutti momenti per la mia sanità mentale e purtroppo anche alcolismo.
            Non ne faccio mistero e non me ne vergogno (a tutti può capitare un brutto periodo, l’importante è superarlo) perchè ormai sono problemi che mi sono lasciata alle spalle 🙂 e spero che servano come monito per chi è creativo e pensa di poterne fare a meno! Ti ammali…

            Le forze avverse non esistono se ti metti in testa non solo di esercitare la creatività ma anche di pensare creativamente sempre fuori dagli schemi. Io sto facendo una vera e propria gimkana per contrastare per esempio la burocrazia…e diverse leggi che di fatto mi impediscono di poter fare crescere la mia attività fino a quando diventerà sensato aprire la partita iva.

            Meglio rimanere svegli per le idee piuttosto che non dormire per le cartelle equitalia.
            😀

            P.s. Brera? sei di Milano o hai solo studiato li? io ci sono nata e rimasta fino ai trentanni, ora a torino e sono felicissima 🙂

          • Eric De Paoli
            |

            Si sono di Milano e ho studiato a Brera. Prima o poi me ne andrò via anch’io, con la mia ragazza stiamo puntando l’estero!
            PS. iscriviti alla newsletter, così ogni mese ti arrivano tutti i post. 🙂

Lascia una risposta