Lavoro Creativo: il Portfolio giusto per l’editore giusto!

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Nell’articolo di oggi parlerò del Portfolio, in particolare di come progettarlo e realizzarlo.

Non mi ritengo un esperto in questo campo, però sono un secchione! Ho letto parecchio prima di fare il mio, in preparazione a Cartoomics. Ho letto e utilizzato la mia creatività per cercare di rendere unico, o perlomeno degno di nota, il mio portfolio. L’unicità, l’originalità sono due cardini della nostra epoca. Sembra che chiunque di noi DEBBA essere originale, DEBBA dar piena mostra della propria unicità, peculiarità! Al di là di quanto questo possa mettere sotto stress, e con me lo fa, offre anche la libertà di reinterpretare un po’ a piacimento l’idea di portfolio così come il modo di presentarsi.

La mia visita a Cartoomics, mi ha lasciato molti stimoli. Ho ricevuto apprezzamento e consigli riguardo il mio lavoro, e ho testato il mio portfolio sul campo.

Ho letto varie guide e articoli su internet, poi ho riflettuto cercando di mettere insieme quello che già sapevo di marketing e promozione, e infine ho fatto il mio progetto. Sono partito dal presupposto che il portfolio dovesse essere considerato come un’opera a sé, un progetto editoriale con lo scopo di esprimere la mia inclinazione verso il fantasy, la mia storia professionale e il mio modo di lavorare.

Il Portfolio è un’opera a sé

Questo è il punto di partenza, immaginare il mio portfolio non come una raccolta di lavori, ma come un mini-progetto. L’obiettivo era offrire una carrellata dei miei lavori migliori, ma precisa e dedicata esclusivamente al Fantasy (anche perché è quello il campo che mi interessa).

Ciò che ho fatto è stato quindi scegliere un’immagine di copertina rappresentativa, cioè l’opera che considero migliore. Ho scelto una veste grafica generale che fosse evocativa: uno sfondo a pergamena e una scelta di font che richiamassero il mondo fantasy e norreno. Dopodiché sono passato alla scelta dei contenuti. Prima di tutto ho inserito il mio Curriculum, seguito da una brevissima Biografia. Non tutti li hanno letti, ma alcuni si. Ho notato che molti sono andati a leggere il curriculum solo dopo aver guardato le immagini, quindi forse è più sensato metterlo alla fine.

Per la scelta delle immagini ho usato solo i lavori COMPLETI e della cui qualità ero assolutamente sicuro. Li ho messi in ordine di tecnica: prima i lavori in tecniche tradizionali, poi i lavori ritoccati in digitale e per finire un paio di lavori completamente digitali, il tutto con didascalie e brevissime descrizioni.

L’ho fatto stampare in buona qualità, in formato A4 perché fosse maneggevole (visto che l’obiettivo era girare in mezzo alla folla del Cartoomics per alcune ore, girando gli stand delle case editrici). Il formato A3 è quello tradizionale ma sarebbe stato molto scomodo da portare al Cartoomics, e avrebbe seriamente rischiato di rovinarsi. Penso sia meglio usare il formato A3 solo quando portiamo il Portfolio ad un appuntamento con l’editore, cioè quando andiamo nel suo ufficio. Per le fiere il formato A4 è meglio e nessuno si è scandalizzato o ha mosso critiche.

L’impatto generale con gli editori è stato buono. I lavori in digitale sono quelli che hanno ricevuto l’apprezzamento maggiore. Non tutti hanno mostrato questa preferenza, ovviamente, ma in gran parte si. Mi è stato spiegato che è una questione di effetti visivi e cromatici, che possono essere resi solo con la pittura digitale. Io non del tutto convinto che sia vero, anzi penso che sia possibilissimo ottenere ottimi effetti anche con lavori tradizionali con correzione in digitale dei colori e dei chiaroscuri. Questa è la strada che intendo seguire, salvo quando non mi sia esplicitamente richiesto altrimenti.

Fare un Portfolio mirato al Target che voglio raggiungere

Questo credo sia il punto principale: capire chi sono e cosa vogliono gli editori a cui mi sto rivolgendo. Ora, guardando le immagini presenti nei prodotti di un particolare editore si può capire molto, ma ancora meglio è chiedere direttamente a loro che cosa cercano in un illustratore. Le fiere servono a questo, ma è anche possibile usare i Social e le tradizionali e-mail per prendere contatto con gli editori e fare domande. I Social sono probabilmente il luogo virtuale più indicato per intrecciare connessioni professionali, è questo l’obiettivo della mia pagina Facebook e di tutti i miei profili Social (a proposito, seguitemi!! 😀 )

Nell’articolo di settimana scorsa ho raccontato del mio incontro con il responsabile della Wyrd Edizioni, che mi ha consigliato di lavorare con la pittura digitale e sui Character Design, perché nel campo dei giochi da tavolo è ciò che un editore si aspetta di vedere. Ma quello che vale per i giochi da tavolo non vale per la narrativa, dove le illustrazioni sono molte meno e hanno scopi diversi.

Bisogna studiare il tipo di prodotto che vogliamo realizzare ed elaborare delle nostre proposte originali. Alcuni mi hanno anche chiesto se avevo progetti miei. Anche un intero progetto editoriale personale può fare da portfolio e a quanto pare gli editori se lo aspettano.

Insomma: bisogna mirare l’obiettivo, capire bene in quale mercato ci vogliamo inserire e cosa richiede, e poi realizzare uno o più portfoli tematici, per poter avere il portfolio giusto per l’editore giusto.
Prossimamente mi metterò al lavoro in questa direzione.

Biglietti da Visita abbinati al Portfolio

La strategia che ho adottato al Cartoomics è stata di realizzare dei Biglietti da Visita con stile, font e immagini visibili anche nel Portfolio. In questo modo, dopo aver mostrato il Portfolio ho potuto lasciare il Biglietto da Visita che visivamente richiamava le immagini che avevano visto. Sul lato bianco interno c’erano tutti i contatti, il mio nome e un contorno di rune vichinghe, sul lato esterno dettagli di alcuni miei lavori su uno sfondo di pergamena. Un piccolo stratagemma, ma sono convinto che dopo il primo contatto si debba lasciare qualcosa con i propri contatti e la “firma estetica”, per poter essere non soltanto rintracciabili, ma riconoscibili.

Spero che l’articolo vi sia piaciuto!
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