Diario di viaggio: Riflessioni sull’arte

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arte finestra emozionale

Sono in viaggio da 6 giorni, il primo l’ho trascorso in Liguria, a Genova, gli altri fino a oggi nei pressi di Reggio Emilia, a Montebabbio, piccola località sull’Appennino che consiglio a tutti di visitare! A breve ripartirò, facendo rotta verso la Riviera Adriatica. Sento come se uno spirito nomade si fosse impadronito di me e non mi lascia godere a pieno di un luogo per più di qualche giorno. L’abitudine e i ritmi fissi mi vengono a noia in questo momento.
Ma a parte questo, voglio condividere con voi una riflessione sull’arte e il ruolo dell’artista. È qualcosa che ho personalmente sperimentato in questi giorni è ora so che per me vale così. Deriva tutto da due episodi.

La prima sera, a Genova Nervi, sono stato ospite a casa dei genitori di una amica artista. La villetta si trovava in cima a una collina, in linea d’aria poca distanza dal mare, ma in effetti accessibile solo da una strada un po’ impervia. L’ultimo tratto ho dovuto farlo a piedi da solo,portando bici e zaino, dopo essere stato accompagnato in macchina per un pezzo. La stradina verso casa era una salita piuttosto ripida, prima a gradini, poi liscia e infine sterrata. Mi sono trovato a camminare in un sentiero nel bosco, a sinistra vegetazione e un burrone, a destra un muretto di pietra. Era notte, ho rivisto le lucciole dopo anni! Improvvisamente la vegetazione alla mia sinistra è scomparsa aprendosi in una radura che mi ha mostrato un panorama spettacolare. Il cielo era completamente sgombro di nubi, la luna crescente brillava molto forte, ma si vedevano comunque tantissime stelle! Ho visto le luci della città e del lungomare sotto di me, le navi illuminate sul mare, ma soprattutto ho visto il mare! Ho imparato qualcosa quella sera: la luce lunare non si riflette sulla superficie dell’acqua, ma viene assorbita dalle onde. Il mare era nero, ma là dove la luce lunare lo toccava potevo vedere come creasse strani effetti di luce, sprofondando negli abissi, illuminando i vari strati e densità dell’acqua. Avevo acceso la torcia elettrica, ma di fronte a quell’immagine l’ho spenta. Ho sentito il cuore sciogliersi, e per quanto i miei sensi siano offuscati da una vita vissuta in città, ho sentito di essere al mio posto. Una lacrimuccia è scesa…
Davanti a questa visione desideravo poterla rappresentare in qualche modo, trasmettere a qualcuno ciò che stavo provando, condividere quell’attimo meraviglioso, ma non sapevo come.

La sera successiva, dopo un viaggio interminabile su vari treni,sono arrivato a Reggio Emilia. Qui ho preso l’ultimo treno fino a Pratissolo, dove sono sceso e, montato sulla bici, ho iniziato l’ultimo tratto. Sfortunatamente ho sbagliato strada e mi sono trovato ad arrancare in salita verso la mia meta: Montebabbio. Dopo essere smontato ed aver proceduto a passo di formica per qualche chilometro in salita, con l’acqua quasi finita e trascinando zaino e bici, alla fine i miei ospiti mi sono venuti a soccorrere in macchina!
Superata questa disavventura mi sono ripulito e sono stato portato ad una festa in paese, Artistando nel Borgo. Tutto mi aspettavo, tranne quello che ho visto. Il borgo è piccolo, rustico e pieno di scorci caratteristici. Sulle pareti esterne delle case e nella minuscola piazzetta erano esposte delle opere d’arte di altissima qualità tecnica ed espressiva! Installazioni, sculture, dipinti molto contemporanei. Tutto dialogava in modo sorprendente con l’ambiente e insieme era una grande opera d’arte. Mi sono emozionato come un bambino e ho chiacchierato a lungo con un’artista e una gallerista lì presenti. Di fronte ad una mostra d’arte contemporanea a Milano non ricordo di aver mai provato sensazioni simili.

Da questi due eventi ho tratto la seguente lezione: quando ci troviamo di fronte ad una scena che ci rapisce, sentiamo la necessità di prenderla, assorbirla, nutrircene, per portarla con noi per sempre. Non basta una foto. A volte quel panorama vorremmo che fosse dentro di noi, in parte sentiamo che è già così ma è qualcosa di fugace. L’artista si sente spinto a relazionarsi con la realtà tramite i suoi strumenti espressivi, che possono essere molto vari. In fondo il suo scopo è dare un senso a ciò che vede e sente, è solo successivamente vuole condividerlo. Questa è la sua ricerca, come impulso fondamentale.
L’arte, quindi, è come una finestra emozionale. Le immagini che gli artisti creano, con qualunque tecnica, sono simboli che rinviano non tanto a dei significati ma a esperienze vissute, con tutta la potenza di sentimenti, idee e desideri. Un’opera può dirsi riuscita quando di fronte ad essa percepiamo un assaggio di quel sentimento che ho provato di fronte al panorama ligure nella notte: ri-umanizzato. Lo scopo dell’arte è ri-umanizzare le persone, portarle col sentimento a ritrovare contatto con se stesse. Non sempre è piacevole o comodo, ma è necessario. La natura ha in sè questo potere ri-umanizzante, ma con l’arte esso può essere amplificato o trasportato là dove la “civiltà” ha preso il sopravvento. Per ottenere questo la cura e la perizia tecniche sono fondamentali, sia che si utilizzino strumenti materiali o immateriali.

Ho scritto di getto, questo viaggio ha già iniziato a influire su di me e a darmi nuove comprensioni.

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Rinnovo inoltre l’invito a collaborare con il progetto: se vivete in una zona naturale caratteristica ma non molto conosciuta, o se conoscete realtà artistiche/culturali di valore che non hanno la visibilità o la cura che meritano, comunicatemelo! Passerò dalle vostre parti per documentarla.
Se vorrete ospitarmi e nutrirmi sarò ancora più felice! 🙂
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