Come Disegnare: Nuovo e Originale – riflessioni e scappatoie da idee pericolose

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Il tema del Nuovo, dell’Originale, è qualcosa che tutti gli artisti conoscono bene. Soprattutto in questo periodo storico spesso sembra che arte e originalità siano sinonimi, o debbano esserlo! Al tempo stesso, tutti noi creativi vogliamo essere Originali, vorremmo esprimerci in modo riconoscibile, avere un nostro stile, un nostro libro, un nostro fumetto. Insomma… vogliamo lasciare il nostro segno unico e originale.

Da tempo sto lavorando ad un’ambientazione fantasy. L’idea è nata giocando a D&D con gli amici ed ora è diventato un vero e proprio progetto artistico, al quale dedico la mia creatività e attenzione. Sto cercando di sintetizzare un genere di fantasy che ancora non ho visto in giro, qualcosa che sia crudo e realistico come Games of Thrones, ma epico come il Signore degli Anelli. Ho scritto e disegnato molto a riguardo, e spero un giorno di riuscire a realizzare una saga a fumetti o una graphic novel basata su questo lavoro.
Questo progetto nutre la mia aspirazione a creare qualcosa di nuovo, ed è una cosa sana perché stimola a produrre. Dobbiamo però stare attenti a non ossessionarci con questo. In genere si associa all’arte (qualsiasi disciplina) l’idea di innovazione. L’artista è colui che crea qualcosa di mai visto. Però, una frase che si sente spessissimo in giro è “tutto è già stato fatto!”. Questa in PNL si chiama “frase killer”, perché ti ammazza la creatività in men che non si dica. Come faccio a fare l’artista, e quindi a fare qualcosa di nuovo, se tutto è già stato fatto?? Dobbiamo stare molto attenti a questo tipo di affermazioni che ci vengono rivolte e che talvolta ci ripetiamo anche noi, perché sono ostacoli, sono barriere psicologiche alla nostra libertà creativa.
Inoltre non dobbiamo dimenticare che l’arte è un linguaggio e il suo scopo principale è quello di comunicare, non di essere innovativa. Come lo scopo del linguaggio parlato è di avere un sistema di regole per scambiarsi informazioni, così l’arte è un insieme di tecniche per esprimere ciò che desideriamo. La lingua si evolve col tempo, comprende nuovi vocaboli e ne perde altri, ma non è certo questo il suo scopo. Lo stesso vale per l’arte. Ecco perché secondo me il nuovo, l’originale, lo stile o il capolavoro sono “effetti collaterali”, non dovrebbero essere il nostro obiettivo. L’unica cosa cui dovremmo pensare è aprire il canale creativo tra la nostra mente e il foglio, e lasciar fluire il resto.

Non è che ogni linea che tracciamo debba rivoluzionare l’universo. A noi basta disegnare e col tempo emergerà il nostro stile, il nostro modo unico e magari anche innovativo di presentarci al mondo. E’ un fatto, ciascuno col suo tempo, ma inevitabilmente diventeremo riconoscibili e faremo anche qualcosa di unico, quindi nuovo. Può anche darsi che molti di noi abbiano già raggiunto risultati in questo senso, e non se ne siano accorti!

Non siamo obbligati a creare qualcosa di nuovo!

A ben guardare, nel corso della storia, nessuno ha inventato niente di assolutamente nuovo. Il nuovo assoluto non esiste, perché ognuno è sempre partito da dove i suoi predecessori si erano fermati, e da lì ha continuato (compresi gli uomini delle caverne! Ragionavano sull’esperienza e da essa traevano conclusioni creative, esattamente come noi). Per un po’ facciamo come si è sempre fatto, poi tracciamo la nostra strada sperimentando quello che ci piace. E in tutto questo non siamo costretti ad avere uno stile innovativo, nemmeno uno stile personale. Nessuno ci obbliga a inventare qualcosa. Possiamo essere anche grandi imitatori, se lo desideriamo. A me piace molto Dragonball, mi dà proprio gusto disegnare in quello stile semplice e pulito (anche se lo faccio raramente), come mangiare una brioche! E’ ovvio che non è e non sarà mai originale, ma se volessi fare un fan-comic su Dragonball potrei farlo. Sarei meno capace di fare il mio mestiere perché sto imitando qualcuno che ammiro? Direi di no, sarei uno dei tanti discepoli indiretti del maestro Akira Toriyama! (A dirla tutta ho veramente una fan-comic su Dragonball in elaborazione… 😀 ) E’ anche plausibile che si trovi più facilmente lavoro imitando che non inventando… ma è una mia personale supposizione! 

Il nuovo nasce dalla rielaborazione del vecchio.

Il nostro cervello fonda tutta la sua attività su dati che ha acquisito precedentemente, dal DNA e dall’esperienza vissuta. Così come possiamo diventare consapevoli del nostro modo di pensare, conoscerci e crescere come individui, così possiamo diventare consci della nostra memoria visiva, dei nostri riferimenti, e rimescolarli a piacimento per creare qualcosa che ci piace (nuovo o non nuovo).

In questo processo, l’esercizio quotidiano è la parte fondamentale.

L’esercizio che più mi è utile è realizzare sketch senza nessun modello esterno. In genere quando disegno ho sempre un’immagine di riferimento, anche se non la sto copiando mi serve per far girare le rotelle e ispirarmi. Se tolgo questo supporto esterno, rimane solo la mia mente e in essa devo scavare per estrarre i riferimenti. Il presupposto deve essere lo stesso del disegno libero, cioè sospendere ogni giudizio, ogni aspettativa e avere una linea guida su quello che voglio realizzare, abbastanza precisa da delimitare un soggetto. Poi lavoro in velocità, disegno tutto quello che mi viene in mente. Cerco di inserire quanti più dettagli possibile, ignorando la logica razionale. Se voglio fare un cowboy con la spada posso farlo, o un guerriero in armatura con fucile laser a cavallo di un velociraptor. Tutto è permesso, facciamo come da bambini e ricombiniamo il nostro mondo senza freni. Può anche succedere che il nostro tratto cambi, può sporcarsi o diventare più preciso, o possiamo sentire l’esigenza di cambiare qualcosa nel nostro modo di lavorare, magari supporto o tecnica. Assecondiamoci. Forse abbiamo l’impulso a disegnare in un modo diverso da quello che pensiamo essere “il nostro stile” o “il modo giusto”. Dovremmo seguire l’impulso e vedere dove ci porta. Anche qui, no giudizio. Sperimentiamo, lasciamoci disegnare come ci viene, lasciamo la mano libera, permettiamoci anche di variare la tecnica. Ogni tecnica ha il suo perché, la sua espressività. Lasciamoci creare perché ciò che abbiamo da dire e il come vogliamo dirlo non è ancora arrivato alla nostra consapevolezza. Non possiamo controllare la creatività, dobbiamo lasciarla fluire.

Questo approccio al disegno mi sta dando delle soddisfazioni, penso che possa funzionare sia per trovare il nostro stile unico e riconoscibile, sia per ideare soggetti originali, nati dalla rimescolanza continua della nostra memoria visiva.

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