Come Disegnare: imparare dai Maestri

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Uno dei modi più rapidi per imparare a disegnare è imparare dai migliori, i cosiddetti “maestri”. L’idea di “copiare dai maestri” è molto antica, nel campo dell’arte le nuove generazioni hanno sempre guardato alle precedenti in cerca di modelli da seguire e su cui fondare le proprie personali ricerche. Secondo la tradizione occidentale i maestri sono i grandi pittori del Rinascimento, i quali a loro volta si ispiravano all’antica Grecia. Oggi un “maestro” può essere qualsiasi artista abile e affermato, il cui stile sia per noi d’ispirazione. All’inizio del percorso artistico generalmente sentiamo tutti il bisogno di appoggiarci al lavoro di chi è più esperto, anche se non sempre è così. Penso che l’arte sia una strada intuitiva, le cui tappe sono più o meno simili per tutti, ma i modi e i tempi con cui le raggiungiamo sono diversi per ciascuno. Lo studio di altri artisti credo sia una tappa obbligata per chiunque voglia progredire sia tecnicamente che creativamente.

Per imparare da un artista dobbiamo studiarlo. Internet in questo ci è insostituibile, soprattutto social network come Pinterest o Instagram. Google ci aiuta moltissimo a reperire le immagini dei nostri maestri e spesso, se questi sono nostri contemporanei e hanno un canale YouTube, li possiamo vedere all’opera nei loro video. Nel caso delle immagini io di solito cerco gli sketch e i bozzetti, perché in quel genere di lavoro gli artisti procedono in modo molto immediato, il loro tratto è più evidente e in un certo senso possiamo vedere lo “scheletro” delle opere finite e comprendere meglio la loro logica di lavoro. E’ fondamentale farci una cultura visiva su un determinato artista. Affiancata a questa fase di studio c’è quella della copia.

Nel mio percorso ho seguito due modalità per copiare i “maestri”:

  • realizzare opere originali imitando lo stile dei miei modelli,
  • copiare l’opera di un artista, utilizzando le tecniche a me più congeniali

Da piccolo e fino al liceo ero molto propenso a copiare le opere degli altri. Con l’andare del tempo ho perso interesse nel copiare e preferisco imitare lo stile altrui, realizzando però opere mie. Ad esempio, ho copiato alcune illustrazioni di Adrian Smith, illustratore che lavora per la Games Workshop e i cui lavori sono comparsi su diversi manuali dei loro giochi (Warhammer e Warhammer 40.000). Però nel copiarle ho usato tecniche che sentivo più mie, come la matita o la pittura acrilica, invece della pittura a inchiostro o digitale con Illustrator.

Per quanto riguarda l’imitazione dello stile di un artista per realizzare opere originali, io ho provato a farlo con Gipi, uno dei miei illustratori preferiti. Adoro i character design che ha realizzato per le carte di Bruti, li ho osservati parecchio e ho realizzato alcuni bozzetti di personaggi miei in stile simile al suo.

Un altro esercizio molto utile l’ho imparato al liceo artistico, dal mio professore di discipline pittoriche. La modalità era questa: dovevamo scegliere alcuni dettagli da quadri diversi e realizzati da artisti con stili diversi, poi bisognava comporre questi dettagli in un’opera nuova e dipingerla. Potevamo dipingere mantenendo lo stile dei dipinti originali oppure usare lo stile di un artista solo per tutto il quadro. In questo modo si mantiene la libertà creativa, si studia la composizione e lo stile di diversi artisti. In quel periodo mi interessava molto Van Gogh, e quindi imitavo il suo stile, ma cercavo anche di utilizzare dettagli provenienti da opere di artisti più classici, come Leonardo o Raffaello. E’ un esercizio molto piacevole, oltre che stimolante e lo consiglio particolarmente. Le opere di riferimento possono anche essere illustrazioni e fumetti, non per forza dipinti.

Il motivo per cui si imitano gli artisti più esperti non è tanto perché dobbiamo imparare disegnare come loro, ma perché a partire dal loro esempio possiamo sviluppare il nostro stile. Non ci sono maestri assoluti, dovremmo imitare solo gli artisti che ci piacciono, perché con essi abbiamo già affinità e possono davvero aiutarci a trovare la nostra strada. Il distacco dai nostri modelli è uno step che arriva per tutti, ed è il momento in cui troviamo il famoso “nostro stile”. Anche questa non è una cosa che si programma, ma accade spontaneamente col tempo. A me non è ancora successo, ma col tempo ho sicuramente sviluppato un mio metodo di lavoro, il che è la base per elaborare lo stile.

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2 Responses

  1. Avatar
    Gianfranco
    | Rispondi

    Ciao Eric, condivido pienamente il tuo pensiero. Infatti come per qualsiasi attività si intraprenda è sempre necessario acquisire le esperienze fatte precedentemente, farle proprie e da li partire per migliorarle e personalizzarle secondo le proprie caratteristiche e capacità. Pensa quanto tempo ci vorrebbe partendo da zero arrivare a determinati livelli, applica questo a qualsiasi cosa facciamo e immagina a quante difficolta dovremmo andare incontro e sicuramente per certe cose non basterebbe una vita per arrivare… Certo poi nell’arte tu dirai è un’altra cosa perchè ci sono altri fattori personali che vanno presi in considerazione però anche qui l’esperienze precedenti sono un bel trampolino di lancio. Buon lavoro!!!

    • Avatar
      Eric De Paoli
      | Rispondi

      Abbiamo millenni di esperienza artistica alle spalle, chiunque voglia avvicinarsi all’arte o perfezionarsi dovrebbe farci i conti. Il punto cruciale è “come” ci si fa i conti. Idolatrare gli artisti del passato e a volte anche del presente non serve a nulla, piuttosto serve capirli. Sono persone, il loro modo di lavorare riflette chi sono e se a noi piace uno piuttosto che un altro significa che c’è affinità. L’affinità dovrebbe essere il criterio della scelta di un modello, e l’imitazione dovuta allo studio e alla comprensione del metodo dovrebbe essere la via giusta. Copiare le opere senza un perché non ha senso, come se l’abilità si trasmettesse magicamente dal “maestro” a te che disegni…

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